Le foto di settembre sono arrivate in due momenti diversi.
Le prime con la polvere di fine estate. Le ultime con l’asfalto bagnato.
In mezzo, un mese che non è stato come gli altri. Non perché sia successo qualcosa di straordinario, ma perché per la prima volta abbiamo visto il risultato di qualcosa che vi raccontiamo da mesi.
I cani che sanno che il cibo torna smettono di andarsene.

Com’è andato settembre
A settembre i nostri partner locali hanno effettuato 26 uscite.
19.000 pasti distribuiti.
Le strade del Lazio sono sempre le stesse. Stessi giorni, stessi orari, stessi punti dietro ai mercati, sotto ai cavalcavia, lungo le provinciali dove nessuno si ferma.
Cibo comprato all’ingrosso. Sacchi caricati la sera prima. Ciotole posate a terra, e poi qualche passo indietro.
Non è cambiato il metodo. È cambiato quello che abbiamo trovato ad aspettarci.

Una zona nuova, lontano dalle città
Da settembre il percorso include una zona nuova, nel sud della Sicilia.
Non in una città. Nell’entroterra tra Ragusa e il mare, dove le strade provinciali passano tra muretti a secco, carrubi e masserie che nessuno abita più.
Ce l’aveva segnalata una persona del posto a fine agosto: un gruppo di cani che viveva intorno a una masseria abbandonata, a qualche chilometro dal paese più vicino. Cani che d’estate avevano vissuto degli avanzi dei turisti e che, con la fine della stagione, erano rimasti senza niente.
La prima uscita è stata il 6 settembre. I cani sono rimasti a distanza per tutta la durata della distribuzione e hanno mangiato solo quando il furgone era già ripartito.
Alla quarta uscita, erano lì ad aspettare.
Oggi i punti attivi nell’entroterra ibleo sono due: la masseria e un piazzale dietro a un mercato settimanale, ai margini di un paese piccolo. Due posti che la maggior parte delle persone attraversa senza nemmeno notare.

I cani che sono rimasti
Ad agosto vi avevamo scritto una cosa: un cane che sa che il cibo torna smette di doversi spostare per cercarlo.
A settembre l’abbiamo vista succedere.
Nei punti del Lazio che seguiamo da più tempo, i cani che a luglio erano nuovi, quelli lasciati lì all’inizio delle vacanze, sono ancora nello stesso posto. Non hanno vagato. Non sono finiti sulle strade grandi. Sono rimasti dove hanno capito che qualcuno sarebbe tornato.
Uno di loro ha ancora il collare. Nessuno gliel’ha tolto e nessuno è tornato a prenderlo. Mangia per ultimo, quando gli altri hanno finito, e poi si rimette a guardare la strada.
Un cane che resta è un cane che si può seguire. Che si può curare. Che, se le cose vanno bene, si può sterilizzare e affidare.
In tutto questo c’è una cagnolina color sabbia che i nostri partner hanno iniziato a chiamare Mandorla. È arrivata al punto della masseria la seconda settimana, magra e senza fidarsi di nessuno. A fine mese era la prima ad avvicinarsi al furgone. Non è una storia a lieto fine, non ancora. È solo un cane che ha smesso di scappare.

La prima pioggia
Nell’ultima settimana di settembre è arrivata la prima pioggia vera.
Per chi vive per strada cambia tutto. Il terreno dove si mangiava diventa fango, i ripari di cartone non reggono, e i cuccioli nati a fine estate si ritrovano bagnati per la prima volta nella loro vita.
Per questo, da ottobre, i nostri partner hanno cambiato un po’ le cose: più cibo secco e meno umido nei punti senza copertura, ciotole rialzate dove è possibile, e un occhio in più alle madri con i cuccioli.
Le foto di quei giorni sono quelle con la luce peggiore. Le condividiamo lo stesso, perché sono vere.

Dove siamo arrivati
Con i pasti di settembre, la nostra comunità ha contribuito a 255.000 pasti.
Non è un traguardo. È solo dove siamo arrivati finora.
Non risolviamo il problema dell’abbandono e non salviamo tutti i cani. Facciamo una cosa più piccola: ci assicuriamo che, in un certo numero di posti, un certo numero di cani mangi ogni settimana. E ogni mese vi raccontiamo com’è andata, con le foto di quel mese e non di quello prima.
Che cosa succede adesso
Le distribuzioni di ottobre sono già iniziate.
I nostri partner locali stanno tornando negli stessi punti del Lazio, nella masseria e nel piazzale dell’entroterra ibleo, e stanno controllando due nuove segnalazioni arrivate nelle ultime settimane.
Presto riceverai l’aggiornamento di ottobre, con una nuova raccolta di fotografie scattate sul territorio.
Ogni bracciale, collana o paio di orecchini acquistato ci aiuta a fornire 10 pasti ai cani abbandonati.